Real Ordine A.L.A.M. (A.D. 926): una ierostoria

Il Real Ordine degli Antichi Liberi Accettati Muratori (Anno Domini 926) è il polo spirituale e fraterno ove si custodisce – nella sua integrità e nella sua purezza – la tradizione massonica originaria.
Dinanzi alle secolari profanazioni a cui la Libera Muratoria era sottoposta – sia dall’esterno che dall’interno – un cenacolo di confratelli, noti per aver esplorato, a lungo e con amore, i campi di Luce dell’Arte Reale e le forme spirituali da essa gemmate, si assunse nel 1992 il compito – come accogliendo un mandato dei Veglianti – di ripristinare i canoni legittimi che la demarcano.
Il Real Ordine A.L.A.M. mantiene il carattere di cenacolo spirituale , ribadendo il primato di interiorità e autenticità su qualsiasi istanza quantitativa o esteriore, che può solo condurre – lo dimostrano storia e attualità – a diluizioni o, peggio ancora, a deformazioni della natura sacrale della Libera Muratoria.
In taluni ambienti si è arrivati all’idea, – che sarebbe risibile se non fosse penosa – secondo cui l’Arte Massonica avrebbe ispirato il laicismo, mentre all’opposto la sua missione, nella provvidenza spirituale dell’umanità, è quella di consolidare, elevare ed espandere il senso del Sacro. In ampia misura, la storia di molte associazioni sedicenti massoniche, soprattutto a partire dall’Ottocento, è stata quella di deleteri equivoci ideali, aggravati talora dalla pochezza umana, dall’opportunismo, ecc. (che peraltro si ritrovano in ogni gruppo sociale). Se insieme a tali “cadute” si considerano poi le volute distorsioni sparse da chi – per chiusura mentale o semplice malafede – coltiva l’odio nei confronti dell’Arte Muratoria, non è difficile capire perché una parte cospicua del mondo massonico sia decaduta – con moto discendente accelerato, si direbbe, parallelamente al ciclo di civiltà in cui viviamo – fino a presentare il triste spettacolo cui si assiste oggi nel “web”, quello della proliferazione di saccenteria (abbinata a una evidente ignoranza sulle questioni massoniche), arroganza, esibizionismo, fino a vere e proprie forme di contaminazione – soprattutto nei social networks – con le sub-culture aberranti  che il peccato e il mercato impongono sempre più e che la vera Muratoria avversa. Chiese e movimenti politici, peraltro, ne sono altrettanto –  quando non di più – contaminati.
E’ evidente che le campagne mediatiche tese a dipingere a tinte fosche le Logge non fanno altro che richiamare verso esse persone di dubbia caratura morale, in tal modo alimentando un circolo vizioso: più si dice, falsamente, che la Massoneria è per farabutti, più i farabutti cercano di entrarvi e dominarla, e così – paradossalmente – una falsità astratta causa un male concreto. Certo, le Logge dovrebbero essere dotate di anticorpi ben adeguati a respingere tali infiltrazioni, ma evidentemente non è sempre così, soprattutto quando la vita spirituale, al loro interno, è sparita. Ma colpiscono ancor più – rispetto ai casi episodici di grave degenerazione – la banalità complessiva che permea le formazioni sedicenti massoniche, la sciocca ostentazione di forme che – prive ormai dello spirito che le ideò – hanno solo effetti mummificanti, la desacralizzazione che aleggia nei convegni e nelle “serate di gala” vacue e grevi, la rabbia fetente che emana dalle lotte per il comando. Nella maggior parte dei casi in Italia, talvolta anche altrove, i “grandi maestri” finiscono cacciati, ostracizzati, dimenticati, e così quel che dovrebbe essere un centro di armonia e di memoria per eccellenza si trasforma in un vespaio di ostilità e di oblio. Questa pseudo-massoneria – anche se attrae superficialmente un certo numero di persone, “profane” fino al midollo – è destinata, prima o poi, a sacrosanta dissoluzione.

Le radici della vera Libera Muratoria, tuttavia, sono salde e piantate nelle Altezze, dunque nulla potrà alterarne la stazione assiale rispetto ai moti inconsulti del “secolo”.
Così, l’Arte Massonica resta ricerca e applicazione delle geometrie dell’Eterno nello spazio-tempo. I suoi tratti sono nitidi, inequivocabili e indelebili. Il Real Ordine A.L.A.M. (A.D. 926) – minimo, secondo logiche mondane, come si conviene a un drappello di operai del Cristo – è tuttavia l’auctoritas effettiva del suo risveglio nello spirito tradizionale.


                         DAL PREAMBOLO DELLE COSTITUZIONI RIFORMATE

Considerato

▲ che in origine e in essenza la Loggia dei Liberi Muratori era una confraternita di artigiani
● radicata nella semi-leggendaria memoria delle Costituzioni di York volute dai reali sassoni Ӕthelstan e Edwin (X sec.)
● orientata dalla Luce del Cristo
● istruita nelle vie dello Spirito dal simbolismo dell’Arte Muratoria
● unita dall’amore fraterno (ἀγάπη)

▲ che nel corso del ‘600 entro la Libera Muratoria inglese, provenendo da Germania e Italia, si innestò il lignaggio della Rosa+Croce, coltivato da individualità e da cenacoli professanti un cristianesimo universale, interiore e terapeutico, aperto alla gnosi (γνῶσις) autentica – complemento, non sostituto della fede (Πίστις) – e in virtù di ciò alle luci spirituali d’ogni terra e d’ogni sapere, sempre tenendo ben a mente il motto – di matrice socratica e paolina – “Summa scientia nihil scire

▲ che nel corso del ‘700, non senza strappi e legittime resistenze, l’Ordine fu soggetto a un processo di diluizione e smobilitazione dei suoi contenuti iniziatici e oranti, e a causa di ciò il nucleo cristico dell’Arte – anziché rafforzarsi mediante l’inglobamento dei semi di Verità afferenti da altre Tradizioni – si velò sempre più fino all’irriconoscibilità

▲ che la perdita dell’originaria impregnazione sacrale, penitenziale e costruttiva, ha dischiuso i portali dell’Ordine agli agenti dell’Avversario, e in conseguenza di ciò a varie forme di degenerazione

▲ che il sistema delle “Grandi Logge” sorto nel 1717, certo non privo di meriti nella diffusione planetaria della Muratoria, ha comportato il fatale errore di imitare i modi politici e diplomatici degli Stati, favorendo l’insorgere di una mentalità di “potere” (a seconda dei casi, come sudditanza o come aspirazione al medesimo) e così – con il moltiplicare uffici e onori del “mondo”, per sempre vinto da Gesù Cristo (Gv.16:33)ha allontanato l’Ordine dalla sua sobrietà originaria e alimentato i germi della superbia nei suoi ranghi

▲ che la disciplina muratoria consiste nel lavoro di costruzione spirituale e morale, veicolato dai simboli, orientato dalla preghiera e mirante a cooperare in tutta umiltà (che il Libero Muratore apprende dalla misura) all’avvento del Regno di Dio (βασιλεία τοῦ θεοῦ)

▲ che l’oggetto dottrinale originario dell’Arte Massonica è quello di universalizzare la Luce del Cristo – e non già di celarla – per collocarla nei quadri della prisca theologia, i cui sommi oracoli furono Zoroastro, Platone ed Ermete

▲ che nella sua traslazione sociale il compito dell’Arte Muratoria, largamente negletto dalle comunità massoniche esistenti, deve essere quello di opporre il giusto ordine della Geometria e la grazia del Vangelo – dunque la Regalità di Dio in Cristo al caos e alla promiscuità dei tempi ultimi

▲ che le divagazioni mondane, le lotte intestine e i deliri occultistici che albergano in varie Grandi Logge, frantumando e sfigurando il panorama massonico, ispirano ormai più ripulsa che pietà nell’animo di ogni leale operaio;

questa confraternita di Liberi Muratori, in cammino verso l’Oriente alla ricerca e per l’adorazione della Vera Luce (Gv. 1,9), consapevole che “se il Signore non costruisce la casa, invano faticano gli operai” (Sal. 127,1)

si costituisce in Real Ordine degli Antichi Liberi Accettati Muratori (A.D. 926), sotto gli auspici della Rosa+Croce

invocando la protezione della Beata Vergine Maria, dell’Arcangelo Michele e di San Giovanni Evangelista.

Venerdì Santo, A.D. 1992 (sigillato nel Giorno dell’Angelo)