Nel segno dell’Arcangelo

L’ARCANGELO MICHELE E IL REAL ORDINE DEGLI A.L.A.M.   

Il semplice grembiule del Mastro Muratore, nel Real Ordine, è bianco bordato di blu ed oro. Sono i tre colori che – secondo la tradizione ricevuta – veicolano il ministero spirituale dell’Arcangelo Michele.
Nella Bibbia, Micha’el (dall’ebraico “chi è come Dio?”) è il “capitano” delle legioni angeliche che si battono contro le forze del male. E’ dunque un luminoso agente della Giustizia Divina, “tradotta” nel linguaggio simbolico del cosmo dai due equinozi, allorché il giorno e la notte stanno in perfetto equilibrio, ragion per cui non è un caso che la Sua festa cada una settimana dopo quello autunnale, come a sigillarlo, o a sublimarne le ricadute.

Nella tradizione iranica, Meher (Mithra) è la figura celeste che esercita funzione militante analoga a quella di Michael.
Mehergan, il festival di Meher, viene celebrato dagli zoroastriani intorno al 6 ottobre e, come quello di San Michele (29 settembre), è perciò festa dell’autunno, dei colori tenui, degli umori delicati che simbolizzano la tenerezza e la pace, complementari e consequenziali alla “sacra marzialità” di Michael/Meher.
Micha’el può vedersi come Logos angelico, ossia come l’entità deputata alla coesione edificante dei regni invisibili e, nella sua discesa, al traforo delle coltri (equivalente, nell’Arte Massonica, alla rimozione dei detriti) che soffocano il respiro spirituale dell’uomo, mediante le “armi di luce” di cui l’Arcangelo è dotato secondo la tradizione. Significativo appare l’uso della luce (epifania dell’Intelletto Divino) e del calore (epifania dell’Amore Divino) nella medicina attuale (ad esempio nei raggi laser, nella termoablazione, ecc.), per scopi che vanno dalla dissoluzione di formazioni ostruttive e degenerative alla micro-riparazione di tessuti, ecc.
E’ interessante notare come anche nella pittura (Raffaello, Tintoretto, Delacroix, ecc.) la figura dell’Arcangelo esprima verticalità, radialità ed effusività, le cifre più tipiche di una entità che, non a caso, viene associata allo Spirito Solare fino ad essere rappresentata come eliocefala. Assimilate dall’uomo, tali caratteristiche lo portano per analogia a: 1) “salire” alle vette e “scendere” nei crepacci della vita, uscendone, se non indenne, non deformato; 2) penetrare con la sottigliezza del raggio intellettivo entro la ottusità dei sensi materiali; 3) “disperdersi” come ego separato (Mt. 8:34-48), per ritrovarsi costellato in virtù di quel Logos che articola e compatta l’essere intorno all’asse divino.
L’Arcangelo Michele è pertanto il difensore-costruttore del Tempio celeste, il capostipite ideale dei muratori che a Gerusalemme riedificavano il tempio salomonico “con la spada in una mano e la cazzuola nell’altra“, come dice T.S. Eliot nel quarto Coro di “La Roccia”, parafrasando il racconto di Neemia 4,16.
Nel simbolismo spirituale della Libera Muratoria, la “spada” rappresenta la volontà salda e retta, posta al servizio di Dio. Non ha dunque a che fare con guerre carnali, che – anche quando strettamente difensive, dunque giustificabili – contraddicono lo spirito massonico, ledendo l’opera costruttiva, ma piuttosto con la lotta spirituale che il Libero Muratore ingaggia in sé contro le caotiche orde avverse, confidando nell’ausilio dell’Arcangelo, che è invocato come Mastro Guardiano del Tempio Celeste.

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