Aspetti simbolico-rituali del R.O.

a) Nel Real Ordine A.L.A.M. è preferita la forma “mastro” a quella di “maestro”, come  per sottolineare che il termine si riferisce all’Arte e non a un magistero dottrinale di sorta. Già il mondo abbonda di “maestri”, per lo più falsi, e nella Libera Muratoria è bene evitare di seguirne le orme, anche ricordando il monito dell’apostolo Giacomo: “Fratelli miei, non siate molti a far da maestri, sapendo che ne riceveremo un più severo giudizio ” (Gc. 3,1)
A presiedere i lavori è il Mastro di Loggia (o Venerabile Mastro, dall’inglese Worshipful Master) che può essere anche chiamato Degno Mastro (dall’inglese Worthy Master, forma che – ricorda Bernard Jones – era peraltro utilizzata in antico). Il termine worshipful, del resto, ha la sua radice in worth – “valore, dignità”. Venerabile significa quindi: da rispettare per la sua dignità.
Il Real Ordine, cioè l’insieme delle Logge, è retto dal Mastro Generale dell’Arte, depositario, con il Mastro Custode dell’Arte, della tradizione. Non è consentito l’uso dell’attributo “Grande”, per alcuno degli uffici dell’Ordine. Anche nel sistema di “Gran Loggia”, del resto, esso pare incongruo, poiché se un organismo unificante le Logge può logicamente essere definito in tal modo, non ne consegue si possa traslare quell’attributo eminentemente quantitativo sul piano della qualità magistrale. 

b)  Pur apprezzando il pregio di molti grembiuli massonici, soprattutto di quelli realizzati artisticamente nel ‘700/’800 con immagini simboliche a volte davvero evocative, nel Real Ordine A.L.A..M. (A.D. 926) il grembiule è improntato alla massima essenzialità:

1) bianco per l’Apprendista
2) bianco bordato di blu per il Compagno d’Arte
3) bianco bordato di blu e oro per il Mastro Muratore.
Gli ufficiali della Loggia indossano il grembiule di M.M. e si distinguono solo per il collare con il Sigillo dell’Ordine.

c)  Nel Real Ordine il grado assiale è quello di Compagno d’Arte. Esso conferisce la iniziazione muratoria nella sua specificità e nella sua pienezza, essendo quella di Maestro – peraltro in origine dignità, non grado – una versione pecuiare dei “misteri di morte e rinascita” comuni a molti sentieri spirituali dell’uomo.

d) In conseguenza del punto precedente, il simbolismo operativo e le istruzioni relative, propri della condizione di Compagno d’Arte, sono particolarmente sviluppati e marcati nel Real Ordine. Vari elementi di tale simbolismo (spirale, solidi platonici ecc.), trascurati dalla Massoneria “moderna”, rivestono sommo rilievo nel Real Ordine.

e)  Nel Real Ordine, la leggenda di Hiram è ricondotta a quella noachide proposta dal ms. Graham, che ne costituì in effetti il canovaccio

f)  La leggenda di Hiram è interpretata, nel Real Ordine, in chiave cosmogonica oltre che morale. Essa è illustrazione e compendio, nel grado umano, dell’attacco che l’architettura del cosmo subì.

g) In coerenza con la memoria e la tradizione, i rituali del Real Ordine A.L.A.M. (A.D. 926) sono scanditi dalle kalendae. Si tratta di suggestivi rimandi a date simboliche o storiche: creazione del mondo, Costituzioni di York (a loro volta datate al terzo anno del regno di Athelstan), fondazione delle città ove si svolgono i lavori, ecc. Ogni atto rituale è collocato su una linea temporale costellata di riferimenti storici / sacri all’Arte. Un esempio di tale consuetudine (originatasi nella Chiesa durante il Medioevo, come elemento della liturgia del Natale) ci è offerto anche da uno dei primi codici della Massoneria “moderna”, le Costituzioni Cole (1728-1729)

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