Arco Reale di York

La città medievale di York è il centro ideale del Real Ordine.
L’Arco Reale (Royal Arch) fu fin da principio, nella Libera Muratoria d’Inghilterra, il simbolo – incastonato nel grado omonimo – che rappresentava nel modo più efficace la creatività sublime dell’Arte e il richiamo alla tradizione.
Come forma architettonica, lo si contempla in molteplici efflorescenze nella cripta della cattedrale di York, dove simbolicamente si svolgono i lavori del grado (la cripta indicando che l’Arte Muratoria è anche una “ars moriendi“, come si vedrà nel grado di Maestro).

Nel Royal Arch, la cui pietra di volta (Keystone) è il Cristo, si ritrovano l’ “arco nelle nubi” che apparve a Noè dopo il Diluvio e lo janus, ilportale divino”, aprente, sacro all’omonima entità spirituale dell’antico Lazio, ma anche tutte le forme geometriche che “inaugurano” uno spazio sacro (tale in quando rispondente all’interiorità percettiva e volitiva del soggetto umano), dal torii trapezoidale dello Shinto al teepee conico dei Nativi Americani. L’Arco Reale porta a compimento, alla pienezza del disegno divino, quel che nelle altre forme è solo prefigurato.
Nel Real Ordine, il grado di York Royal Arch è abbinato a quello di Compagno d’Arte, costituendone la matrice. Esso comporta la trasmissione e l’interpretazione dei nuclei simbolici più rilevanti contenuti nei manoscritti del periodo 1390-1696  (dal Poema Regius al Ms. Edinburgh). Vengono letti i passi più rilevanti delle Costituzioni di Edwin (X sec.) e dell’Ars Quatuor Coronatorum in inglese medio. L’essenza spirituale e l’estetica della Libera Muratoria medievale inglese si trasfondono così nella Loggia del presente.
La leggenda del grado, che inizia con la proclamazione del Magnificat e ha forti venature mariane, scandaglia e riflette in profondità temi del Nuovo Testamento, non dell’Antico, come avviene nel Royal Arch oggi in uso nella Massoneria britannica. Anche per questo il titolo del grado è, presso di noi, Arco Reale di York, e non “di Gerusalemme” come nel sistema inglese.
L’Arco Reale è percorso e illuminato dalla cifra della parola Masonry, che allude all’opera laboriosa e delicata di generazione del Figlio (Son) nel grembo della Madre Divina (Mary). Il confratello che riceve il grado “sigilla” la pietra o chiave di volta (azione che nella Massoneria inglese è affidata al Mark Master) e poi la ricolloca. Questa anticipazione delle prerogative magistrali è dovuta al fatto che nella Muratoria operativa quello di Maestro non era un grado, bensì una dignità che poteva essere conseguita dai Compagni meritevoli.

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